Il vialetto del borgo oggiVista aerea del borgoPergola del parcoIl bastione del 1600 — oggi Meridiana, Forno, TorrettaLe antiche volte in mattoni della stalla buoi
Borgo · Storia

Dalla Val di Chiana romana
al borgo del 1600.

Duemila anni di storia attorno al fiume Chiani, che scorre a 800 metri dalle nostre case in pietra. Una valle che è stata granaio di Roma, palude maledetta, sogno di Leonardo da Vinci, e infine campagna fertile da abitare.

In breve

Borgo Santa Maria sorge nel comune di Monteleone d'Orvieto, in Umbria al confine con la Toscana. L'edificio più antico — il bastione che oggi ospita Meridiana, Forno e Torretta — risale al 1600, lungo una delle rare vie di passaggio che attraversavano l'antica palude della Val di Chiana. La proprietà appartiene alla nostra famiglia dal 1968 e nel 1998-2000 è stata restaurata e trasformata in agriturismo, preservando il più possibile gli elementi originari.

01 · Linea del tempo

Duemila anni
in otto tappe.

La storia di una valle e di un piccolo borgo lungo il fiume Chiani — chiamato Clanis dai Romani — che ha conosciuto imperatori, papi, genio rinascimentale e contadini che hanno scolpito i campi che vedi oggi.

  1. I sec. d.C.

    Roma e la Val di Chiana

    La valle è uno dei granai dell'Impero. Nerone fa costruire il ponte del Mur Grosso (a 7 km) per regimare le acque del fiume Clanis — l'attuale Chiani, che scorre a 800 metri dal borgo.

  2. 1503

    Il sogno di Leonardo

    La Repubblica Fiorentina incarica Leonardo da Vinci di bonificare la palude della Val di Chiana. Il suo disegno a volo d'uccello — oggi conservato nella Royal Library di Windsor Castle — è una delle prime cartografie moderne. L'opera non sarà mai realizzata.

  3. 1550

    L'intervento del Papa

    Papa Giulio III ordina la prima grande livellazione della valle da Arezzo al ponte del Mur Grosso. Inizia la lunga storia delle bonifiche.

  4. ~1600

    Nasce il bastione del borgo

    Lungo una delle rare vie di passaggio che attraversavano la palude sorge il bastione del borgo — oggi sede degli appartamenti Meridiana, Forno e Torretta. Accanto, una piccola chiesa rurale (oggi reception) con navata unica e portale in pietra.

  5. 1862

    L'Italia unita asciuga la valle

    Con l'Unità d'Italia inizia un'opera di arginatura efficace. Centinaia di braccianti rendono la Val di Chiana finalmente attraversabile da strade e dalla nuova ferrovia Roma–Firenze.

  6. ~1900

    L'agricoltura

    Sorgono le strutture rurali oggi appartamenti: la stalla per i buoi di razza Chianina (Volte), il fienile, la scuderia per i cavalli da lavoro, la limonaia per gli animali da cortile, e i depositi attrezzi che oggi sono Loggia e Terrazza.

  7. 1968

    Arriva la nostra famiglia

    La proprietà passa alla famiglia che ancora oggi la gestisce. Nei terreni pianeggianti continuano le coltivazioni di grano tenero, grano duro, mais, girasole ed erba medica; sulle colline, vigneti e uliveti.

  8. 1998 –2000

    Il restauro

    In due anni il borgo diventa agriturismo: ogni edificio viene restaurato preservando il più possibile elementi architettonici e storici originari, in omaggio alle radici rurali del luogo.

02 · L'origine

Quando la Val di Chiana
era una palude.

Già ai tempi dell'Impero Romano, oltre duemila anni fa, si raccontava della straordinaria fertilità della Val di Chiana, coltivata per dare grano e cereali alla popolazione di Roma. In epoca imperiale Nerone fece costruire il ponte del Mur Grosso — a circa 7 km da qui, in direzione Parrano — per regimare le acque del fiume Clanis, come allora era chiamato l'attuale Chiani.

Con il declino dell'Impero la valle si trasformò in una zona paludosa e malsana. Le popolazioni si ritirarono sulle colline, dando vita ai borghi che ancora oggi punteggiano la zona: Città della Pieve, Monteleone, Fabro, Carnaiola, Salci, Palazzone, Piazze, Chiusi.

Sopra la palude rimaneva solo qualche rara via di passaggio. Antiche mappe indicano che proprio lungo una di queste sorgeva il nucleo originale di Borgo Santa Maria — probabilmente una locanda per viandanti.

03 · Il Rinascimento

Leonardo
vede la valle.

Per tutto il Medioevo e oltre la palude resta. Granducato di Toscana e Stato Pontificio tentano la bonifica, senza successo.

Nel 1503 la Repubblica Fiorentina affida l'incarico a un nome inatteso: Leonardo da Vinci. L'artista — già celebre per la Vergine delle Rocce, già al lavoro sulla Gioconda — progetta colmate e argini per risolvere il problema della Val di Chiana.

Da quegli studi nasce il disegno a volo d'uccello della valle, oggi conservato nella Royal Library del Castello di Windsor: una delle prime cartografie moderne, dove la palude visibile dall'alto sembra un grande lago argenteo.

L'opera non sarà mai realizzata. Costi troppo alti, tensioni politiche fra gli stati confinanti. La palude resta. Ma il disegno di Leonardo — che probabilmente passò proprio da queste colline — è oggi un documento che dice: qualcuno, allora, aveva immaginato come sarebbe stata questa valle dopo.

Nel 1550 Papa Giulio III ordina la prima grande livellazione della valle, da Arezzo al ponte del Mur Grosso. Solo con l'Unità d'Italia, nel 1862, inizia un'opera di arginatura davvero efficace. Centinaia di braccianti scavano e costruiscono argini più alti dei campi circostanti: ancora oggi, camminando lungo il Chiani, si nota.

04 · Gli edifici

Ogni casa
aveva un mestiere.

Le case che oggi ospitano i nostri ospiti sono state stalle, scuderie, depositi di foraggio, ricoveri per il pollame. Le abbiamo restaurate cercando di non perdere quello che erano. Quando dormi in Volte, sopra di te ci sono ancora le volte in mattoni costruite per i buoi di razza Chianina.

~1600

Meridiana · Forno · Torretta

Il bastione del borgo

Il più antico edificio. Lungo la strada di passaggio, probabilmente nato come locanda per viandanti.

~1600

Reception (ex chiesa)

Piccola chiesa rurale

Navata unica, gradinata che conduce a portale in pietra ad arco, angoli rifiniti con pietra squadrata.

XX sec.

Volte

Stalla dei buoi Chianina

Le volte in mattoni garantivano solidità e isolamento termico per i contadini che abitavano sopra.

XX sec.

Fienile

Deposito foraggi

Pareti traforate per far respirare il fieno e il grano.

XX sec.

Scuderia

Cavalli da lavoro

Sul lato opposto della stalla buoi, ospitava i cavalli usati nei campi.

XX sec.

Limonaia

Allevamento da cortile

Sul retro del complesso, dedicata a galline, oche, conigli.

XX sec.

Loggia · Terrazza

Deposito attrezzi

Spazi originariamente usati per riporre gli strumenti agricoli della tenuta.

anni '50

I tre silos

Conservazione cereali

I fabbricati rotondi in ingresso, costruiti negli anni '50, custodivano grano e cereali fino a pochi decenni fa.

Le volte in mattoni della stalla garantivano solidità e isolamento termico per i contadini che abitavano sopra.

L'appartamento Volte · oggi

05 · La famiglia, il restauro

Dal 1968
questa proprietà è di famiglia.

La proprietà appartiene alla nostra famiglia dal 1968. Per trent'anni è stata casa di campagna, terra da lavorare, luogo dove tornare.

Nel 1998 abbiamo iniziato il restauro per trasformare il borgo in agriturismo. Due anni di lavori, conclusi nel 2000. La scelta è stata una sola, su ogni dettaglio: conservare il più possibile — le volte in mattoni della stalla, i pavimenti in cotto, le pareti in pietra, il portale in pietra dell'antica chiesa rurale, gli angoli rifiniti con pietra squadrata.

Ancora oggi i campi pianeggianti producono in rotazione grano tenero, grano duro, mais, girasole ed erba medica. Sulle colline ci sono vigneti e uliveti che fanno parte del paesaggio del borgo.

Sotto i tre silos rotondi che si vedono all'ingresso, costruiti negli anni '50, fino a pochi decenni fa custodivamo il raccolto. Oggi uno di loro ospita la lavanderia per gli ospiti. La storia è dappertutto, ma cammina con noi.

Vienilo a vedere

Duemila anni
in dieci case.

Ogni casa del borgo è un pezzo di questa storia. Dormi sopra le volte della stalla Chianina, fai colazione nella loggia dell'antico deposito attrezzi, prendi il caffè davanti al bastione del 1600.